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Stiamo cambiando vita e iniziamo a capirlo

di Roberto Arditti

Non siamo più quelli di prima e ce ne stiamo anche rendendo conto.

Un po’ di tempo è passato da quando ci affacciavamo sui balconi per cantare l’inno nazionale e ci riunivamo per la prima volta su Zoom e oggi, a quasi un mese dalla riapertura, è arrivato il momento di chiedersi cos’è rimasto dello shock collettivo da lockdown.

Ebbene, già dai dati SWG di fine maggio emergevano chiaramente alcune importanti novità, come ad esempio il fatto che il 24% degli italiani dichiarava di aver lavorato da casa per la prima volta (un incremento del 114% rispetto al pre-lockdown), mentre il 18% effettuava il primo acquisto online (+26%).

Sempre dal punto di vista lavorativo, il 25% sosteneva di aver frequentato - rigorosamente per la prima volta - corsi di formazione online, novità importante se si considera l’incremento sbalorditivo di ben 208 punti percentuali rispetto ai primi mesi dell’anno.

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Oggi che stiamo riconquistando la libertà di uscire, dobbiamo però capire bene quello che il Paese si lascia alle spalle, proprio perché il mondo non tornerà quello di prima.

Alcune azioni, giorno dopo giorno, sono entrate a far parte della “nuova normalità”, che nei sondaggi SWG gli italiani riconoscono come tale, lasciando ben poco spazio all’interpretazione.

Le suggestioni di inizio pandemia infatti si sono trasformate in abitudini consolidate per la stragrande maggioranza degli italiani.

Lo smart working continuerà per il 77% di loro. Il 75% sostituirà i viaggi di lavoro con videoconferenze, mentre il 71% non intende abbandonare bici e monopattini elettrici per spostarsi in città.

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Una nuova normalità che non si limita a trasformare la sfera professionale, ma che potrebbe condizionare a lungo la nostra quotidianità, a partire dallo stare insieme.

Distanza di sicurezza, mascherine e notizie di nuovi focolai di COVID-19 frenano ancora gli italiani dal frequentare luoghi affollati, anche se una parte decisamente consistente (il 39%) sostiene che già in questi mesi si tornerà alla condizione pre-COVID.

Insomma, possiamo davvero affermare senza tanti giri di parole che non siamo più quelli di prima, anche se solo il tempo saprà dirci se siamo migliorati o no.

Senza dubbio, nonostante i mesi di segregazione in casa, abbiamo fatto diversi passi (in avanti si spera!).