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Gli italiani bocciano il governo sul Recovery Plan

di Roberto Arditti

Lo abbiamo sentito ripetere in tutte le salse, un mantra inserito in ogni discorso: il 2021 deve essere l’anno della rinascita capace di suggellare la ripartenza dell’Italia.
Tuttavia, questo auspicio rischia di rimanere solamente un proclama.
Il mese di gennaio non ha infatti regalato al nostro Paese particolari segnali di ottimismo. Prima l’inasprimento delle restrizioni che ha tinto di arancione e rosso quasi tutta la Penisola e poi la notizia dei tagli nelle forniture dei vaccini hanno deluso le aspettative di chi immaginava un ritorno alla normalità in tempi rapidi. A questi due fatti non proprio incoraggianti, si è aggiunta la crisi politica che ha ulteriormente amplificato le incertezze dei cittadini.

Gli avvenimenti d’inizio anno stanno dunque facendo vacillare le speranze di milioni di italiani. A rivelarlo è un sondaggio realizzato da SWG per il talk di LA7 Omnibus che ci mostra come siano sempre di meno i cittadini che guardano con fiducia al futuro, a partire dalla propria condizione lavorativa.
Così, mentre si consuma un braccio di ferro tra i sindacati e la Confindustria sulla proroga del blocco dei licenziamenti, gli italiani si dicono sempre più pessimisti sulla propria prospettiva occupazionale. Il 21% degli intervistati teme infatti di poter perdere il proprio posto di lavoro, un incremento di 5 punti percentuali rispetto all’estate.
Ma il dato più eclatante è un altro e riguarda coloro i quali sono alla ricerca di impiego. Ad inizio mese il 72% dei cittadini non pensava di trovare un lavoro in tempi brevi, oggi questo dato è arrivato a toccare quota 89%. Un aumento vertiginoso avvenuto in poco più di due settimane, segno evidente di come le notizie funeste con cui si è aperto il 2021 abbiano demoralizzato gli italiani.

 

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Se dunque sulla propria condizione individuale le opinioni degli italiani sono dominate dal pessimismo, le cose non migliorano granché se si prende in considerazione l’intero sistema Paese.
La quota di cittadini che ritengono rapidamente peggiorata la situazione economica del Paese raggiunge il 56% mentre soltanto il 2% coglie qualche segnale di miglioramento.
Allo stato attuale, sono quindi ben pochi coloro i quali credono possibile la ripartenza italiana nel 2021.

 

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Dai dati SWG emerge pertanto un quadro caratterizzato da una profonda insicurezza economica a cui l’oramai defunto governo Conte bis non è riuscito a dare risposte sufficienti.
Così, mentre sulla gestione della pandemia l’esecutivo giallorosso viene promosso dai cittadini, sull’altro versante dell’emergenza riceve invece una bocciatura netta.
Se infatti ben il 54% degli italiani ritiene il governo uscente capace di affrontare in maniera incisiva la situazione sanitaria, soltanto il 45% lo considera altrettanto capace di guidare efficientemente il Recovery Plan e più in generale il rilancio del Paese.
Un giudizio negativo indubbiamente rilevante, perché è proprio sul fronte economico che si gioca la scommessa dei mesi che verranno. Ecco allora che il prossimo esecutivo, sia esso guidato ancora da Conte o da un nuovo premier, dovrà inevitabilmente fare i conti con questi numeri e cercare di cambiare il clima di sfiducia il più in fretta possibile.
 

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