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Nel segno di Draghi

di Roberto Arditti

L’Italia è a un bivio. Le uniche due direzioni possibili sono scolpite nelle parole del Capo dello Stato: “subito un nuovo esecutivo o elezioni immediate”.

La prima soluzione, quella di un “governo dei migliori” guidato da Mario Draghi, è la strada indicata da Mattarella e caldeggiata da tutti i partiti di stampo europeista: Partito Democratico, Forza Italia e il fronte liberal rappresentato da Italia Viva, Azione e Più Europa.

Il secondo scenario non è mai stato realmente contemplato dal Quirinale e quasi nessuna forza politica sembra essere convinta che le elezioni possano essere un’opzione realmente praticabile. 

Ad invocare a tutti i costi la via del voto sono infatti rimasti soltanto i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, mentre nella Lega sembra prevalere la linea governista tracciata da Giorgetti e nel Movimento 5 Stelle il timore di una pesante sconfitta allontana l’ipotesi di un ritorno alle urne.

L’opzione Draghi sembrerebbe dunque essere la più gradita, o perlomeno la meno indigesta, per la gran parte dei partiti. Ma gli italiani invece quale delle due strade prediligono?

È un sondaggio SWG a rivelarci che la maggioranza dei cittadini (50%) giudica l’incarico a Draghi come la direzione migliore per il Paese, mentre soltanto il 32% auspica nuove elezioni.

Se poi si osservano le preferenze dei singoli elettorati quello che emerge è un quadro alquanto netto.

Da una parte ci sono i sostenitori del Partito Democratico schierati in massa (85%) a sostegno di un esecutivo guidato dall’ex Presidente della Banca centrale europea.

Dall’altra gli elettori del centrodestra che considerano le urne come la via maestra. La pensano così il 65% dei supporter di Fratelli d’Italia e (più sorprendentemente) il 70% degli elettori leghisti. Una dimostrazione che le aperture dello stato maggiore del Carroccio al nuovo esecutivo trovano una timida accoglienza nella base.

Procedono invece in ordine sparso i pentastellati: 39% a favore di Draghi e 34% a sostegno del voto. Segno evidente dello spaesamento generale del Movimento dopo il naufragio della infruttuosa strategia riassumibile con il motto “O Conte o morte”..

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Tra inedite alleanze, mosse del cavallo e truppe di responsabili, la crisi politica italiana ha assunto una piega degna di una stagione di House of Cards. Sono settimane trascorse all’insegna del machiavellismo che hanno relegato definitivamente in soffitta i dilettanti delle trattative.

Diventa dunque interessante scoprire chi sono i trionfatori di questa crisi secondo il giudizio degli italiani.

La risposta più gettonata (32%) è che non ha vinto nessuno o, per dirla in maniera più cruda, che ha perso il Paese. Da quest’opinione affiora tutta la sfiducia che i cittadini nutrono nei confronti della politica, un sentimento acuitosi in queste giornate a tratti surreali.

Al secondo posto c’è Mario Draghi considerato un vincitore dal 20% degli intervistati. Un successo ottenuto senza troppi affanni e che nasce soprattutto dall’incapacità dei partiti di esprimere un profilo che abbia il suo stesso curriculum o quanto meno la sua stessa credibilità. La competenza torna dunque di moda e adesso l’uomo che ha salvato l’euro è chiamato alla prova più complicata: quella di salvare l’Italia.

Sul terzo gradino del podio troviamo Sergio Mattarella (17%). Anche in questa occasione una porzione consistente degli italiani considera il Presidente della Repubblica come l’unica ancora di salvezza nella tempesta. È stata infatti propria la sua mossa a smuovere il Paese dall’empasse politica causata dalla ricerca ostinata di un ipotetico quanto sempre più inverosimile Conte ter.

Infine c’è Matteo Renzi che, sebbene non goda di grandi simpatie tra l’elettorato, viene comunque indicato come il vincitore dal 16% dei cittadini. È lui ad aver abilmente mosso i fili della crisi, ottenendo finora tutto quello che voleva: la detronizzazione di Conte, l’incrinarsi dell’alleanza giallorossa e la probabile nascita di una maggioranza Ursula.

La partita non è però ancora finita. Siamo nei minuti di recupero ma c’è ancora spazio per inaspettati capovolgimenti di fronte. Per conoscere con certezza i vincitori e i vinti di questa crisi bisognerà aspettare il fischio finale quando Mario Draghi comunicherà l’esito delle consultazioni.

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