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Draghi, ovvero l'alfa e l'omega (tendenza Quirinale)

di Roberto Arditti

C’è qualcosa di molto interessante nei dati SWG sulle preferenze degli italiani in vista dell’elezione del Presidente della Repubblica alla scadenza del settennato di Sergio Mattarella. Qualcosa di molto solido ma anche assai impressionante, meritevole di un approfondimento tutt’altro che superfiaciale.

Occorre però andare con ordine, cominciando dal lusinghiero risultato (per l’attuale inquilino del Colle) che raccoglie il Presidente “uscente”.

Oltre la metà degli italiani infatti si pronuncia a favore di un nuovo mandato a Mattarella, opzione fortemente sostenuta dagli elettori PD e M5S con significativa prevalenza tra i giovani.

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Siccome però questa opzione è stata ripetutamente esclusa dall’interessato (poi vedremo cosa accadrà davvero all’inizio del prossimo anno, quando la questione entrerà nel vivo delle trattative politiche), occorre guardare oltre, ben sapendo che sarà il Parlamento a votare e non il corpo elettorale.

Indagando quindi le opinioni degli italiani in proposito troviamo un risultato per certi versi prevedibile, anche se debbono farci riflettere le dimensioni: in testa alla classifica c’è Mario Draghi. Non possiamo sorprenderci naturalmente, è lui al centro della scena in modo plastico da oltre sei mesi. È la scelta preferita da gran parte degli elettori di FI (a dimostrazione del carattere “centrista” del premier), che stacca di 17 punti il secondo in classifica, cioè quel Giuseppe Conte che si rivela però dotato di consenso e popolarità non da poco (e per molti versi superiori a quelli del movimento politico che guida). Arriva terza Emma Bonino, che raccoglie un risultato lusinghiero e, comprensibilmente, molto legato a consensi di sinistra.

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Fin qui tutto abbastanza normale potremmo dire. Ma se invece aggiungiamo una terza slide ecco che lo scenario si arricchisce di elementi particolarmente gustosi.

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Vediamo qui che oltre la metà degli italiani desidera la permanenza di Draghi a Palazzo Chigi, mentre solo il 14 % auspica il suo trasferimento al Quirinale. Addirittura ne vedono bene l’incarico di premier quasi quattro elettori su dieci di Fratelli d’Italia, unico partito d’opposizione, mentre la quota maggiore di sostegno all’ipotesi di farne il successore di Mattarella si trova tra gli elettori della Lega.

Ebbene questi dati possono dare spazio a molte interpretazioni, ma una certezza c’è: Draghi è oggi crocevia unico ed indiscusso del sistema politico-istituzionale della Repubblica, con forte sintonia tra la centralità “di Palazzo” e le emozioni popolari.

Posizione di grande forza e grande potere, ma non priva di una sua qualche scomodità.