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Italiani contenti delle vacanze e meno pessimisti sul lavoro. È un tesoretto da non sprecare

di Roberto Arditti

Le parole del Presidente di Confindustria Bonomi hanno bisogno di un “contesto” per essere meglio comprese. Esse infatti sono figlie di uno stato d’animo piuttosto diffuso tra gli italiani in questo mese di settembre: c’è un ritorno all’ottimismo.

Come facciamo a provare questa affermazione? Ci vengono in soccorso interessanti dati SWG, che riguardano innanzitutto un vero e proprio “totem” nazionale, cioè le vacanze.

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Vediamo cioè che nove italiani su dieci escono dall’estate soddisfatti, con addirittura il 60 % del campione che si esprime con voto alto. Questo dato viene confermato anche da un secondo punto di vista, peraltro assai rilevante perché concentrato sulla dimensione economica del periodo estivo.

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Ne discende quindi la netta sensazione di una nazione avviata alla ripresa, come peraltro anche la crescita del PIL dimostra (con dati superiori alle attese, come ricordato proprio ieri dal premier Draghi).

Abbiamo dunque trovato un primo riscontro di quel clima mutato nel quale si inseriscono a perfezione le parole di Bonomi.

Possiamo però trovarne un secondo, che aggiunge forza al ragionamento.

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Ecco dunque l’ottimismo (di cui sopra) manifestarsi anche in materia di lavoro, pur con le cautele del caso. Ci vuole però grande attenzione su questo fronte, perché se è vero che c’è un calo del numero di persone che dubitano di trovare un lavoro (tra quelle che lo stanno cercando), è però ancora vero che queste ultime sono la netta maggioranza.

Insomma Bonomi è intervenuto sull’onda di un ottimismo che c’è nel Paese. Ma che non deve essere sprecato da chi governa (nel senso largo, non ci sono solo i ministri), perché l’occasione è ghiotta ma è di quelle che non capitano spesso.

Da qui alla proposta di un “Patto Nazionale” (ne ha parlato Draghi per la prima volta replicando a Bonomi) il passo è breve. Dunque lo si compia.