Loading...

Tre italiani su quattro vogliono lo sblocco delle opere pubbliche

di Roberto Arditti


Non solo Tav e Tap ma anche scuole, strade, ponti e centinaia di opere più piccole sparse lungo la penisola. Tra ritardi, congelamenti e analisi costi-benefici quella dei cantieri si sta rivelando una sfida nodale per il futuro del nostro Paese.

Una partita complessa che, a 50 giorni dalle elezioni europee, tutte le forze politiche hanno scelto di giocare.

Non solo Tav e Tap ma anche scuole, strade, ponti e centinaia di opere più piccole sparse lungo la penisola. Tra ritardi, congelamenti e analisi costi-benefici quella dei cantieri si sta rivelando una sfida nodale per il futuro del nostro Paese.

Una partita complessa che, a 50 giorni dalle elezioni europee, tutte le forze politiche hanno scelto di giocare. A partire da Lega e M5S che in queste ore stanno lavorando, non senza complicazioni, a un decreto dal nome evocativo: “sblocca cantieri”. Ma anche il neosegretario del Pd Zingaretti che, come prima mossa simbolica dopo la sua elezione, ha scelto di visitare il cantiere dell’alta velocità Torino-Lione e i parlamentari di Forza Italia che hanno lanciato un Osservatorio per le infrastrutture.

Un tema caldo su cui, come emerge da una eloquente rilevazione SWG, gli italiani hanno le idee chiare.

Il 73% degli italiani ritiene dunque indispensabile sbloccare il prima possibile i cantieri. Un dato che rivela forte sensibilità per i temi economici e preoccupazione per due emergenze perenni: lavoro e burocrazia.

Lo spiega bene un dossier realizzato dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE), che quantifica i costi della paralisi in 53 miliardi di euro e 800mila posti di lavoro in meno. Cifre che rappresenterebbero una boccata d’ossigeno per un settore che dalla grande crisi economica del 2008 ha perso 69 miliardi di investimenti.


In quella maggioranza sensibile al tema c’è poi un altro sentimento dominante: la frustrazione nei confronti di una macchina amministrativa elefantiaca. È sufficiente pensare che nella realizzazione di un’opera pubblica il tempo impiegato a destreggiarsi tra le diverse componenti della burocrazia supera quello necessario per la costruzione "materiale": sempre l’ANCE infatti calcola nel 54% del totale il cosiddetto “tempo di attraversamento”, cioè quello dedicato ai processi autorizzativi.

Roberto Arditti