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Resta alta l'attenzione degli italiani in materia di sicurezza

di Roberto Arditti


Sorvegliare (meglio) e punire (più severamente). Sono queste le richieste degli italiani fotografate da una rilevazione SWG.

Nonostante rapine, scippi e omicidi siano in calo, quasi la metà dei cittadini (44%) si sente in pericolo. Un segno evidente di come, nei momenti di grande cambiamento sociale e di incertezza economica, le paure trovano una valvola di sfogo nelle pulsioni securitarie.

Tuttavia, la giustizia fai da te non piace più di tanto agli italiani che, su questo tema, appaiono in sintonia con il Quirinale (soltanto il 7% è favorevole ad incoraggiare il possesso di armi da fuoco da parte di privati cittadini).

È stato infatti proprio il Presidente Mattarella, nel firmare il controverso decreto sicurezza, a ribadire “l’esclusiva responsabilità dello Stato nella tutela della incolumità”.

Così, i cittadini non aspirano a chissà quali sofisticate misure di protezione ma chiedono una risposta semplice e visibile: più forze dell’ordine sul territorio.

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La rivendicazione degli italiani trova una inequivocabile conferma nella fiducia elevata di cui godono Polizia e Carabinieri (oltre il 70%). Un dato che Matteo Salvini tiene sicuramente ben presente quando, durante le sue uscite pubbliche, sceglie di indossare la divisa delle forze dell’ordine.

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C’è però un tassello mancante che aiuta a cogliere il vero stato d’animo del Paese.

Infatti, il 58 % degli italiani si dice favorevole ad una legge che preveda la castrazione chimica per i pedofili e per gli stupratori. Un progetto diventato una bandiera della Lega targata Salvini e in sostegno della quale il Carroccio sta raccogliendo le firme in tutte le piazze della penisola.

Si tratta quindi di una ulteriore conferma di quanto l’agenda politica del Ministro dell’interno riesca ad essere sintonizzata con gli umori più profondi dei cittadini. Ma è anche una piccola sconfessione nei confronti del suo “amico nemico” Luigi Di Maio che aveva definito la proposta leghista “un’arma di distrazione di massa”.

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È infine interessante notare come “l’impeto forcaiolo” non sia soltanto un sentimento gialloverde ma sia condiviso anche da più di un 1 elettore su 3 del Partito Democratico.

Il “pugno di ferro” quindi mette quasi tutti d’accordo e la sinistra, che le piaccia o meno, non può non tenerne conto.

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Roberto Arditti