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Ci salverà lo sport? I dati dicono di sì

di Roberto Arditti


Nell’Italia disfattista del 2019 c’è qualcosa che, per la stragrande maggioranza dei cittadini, non va poi così male. In un mare di paure, insicurezze e frustrazioni, come più volte accaduto, il Paese si aggrappa a una piccola ma evocativa ancora di salvezza: lo sport.

È una fotografia di SWG a raccontarci come il 66% degli intervistati si considera appagato dalle gesta delle squadre e degli atleti azzurri.

Un dato, ancor più curioso, se si pensa che non sono passati neppure due anni dalla notte del 13 novembre 2017; quando si consumava lo psicodramma che ci ha visti clamorosamente esclusi, per mano svedese, dai mondiali di calcio.

Ma come dice il proverbio cinese: fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. E così, mentre assistevamo attoniti al tonfo della blasonata nazionale, germogliavano nuove realtà che da anni, nella disattenzione e nel disinteresse generale, hanno messo solide radici nel nostro sistema sportivo.

Dunque, digerita la batosta dell’eliminazione, gli spettatori, delusi e anche un po’ “populisticamente” arrabbiati con gli strapagati azzurri, hanno cominciato a volgere lo sguardo verso altri lidi in cerca di inedite occasioni di riscatto.

Si spiega in questo modo, sebbene l’attrattiva mediatica della pallavolo non sia una novità, l’entusiasmo suscitato dalle ragazze del volley, capaci di macinare ascolti televisivi oltre ogni record. E nasce sempre da qui il successo, questo sì veramente sorprendente, che hanno riscosso le combattive calciatrici italiane; un boom oltre ogni aspettativa che ha fatto segnare un incremento superiore al 40% delle iscrizioni femminili alle “scuole di pallone”.

È interessante notare però che nessuna di queste esaltanti avventure si è conclusa con una vittoria, addirittura le ragazze del coach Milena Bertolini si sono fermate ai quarti. Eppure, i cittadini si dicono comunque soddisfatti; segno che oggi il nostro Paese, scopertosi improvvisamente “decoubertiano”, non bada più di tanto al risultato finale ma è alla semplice ricerca di storie genuine e di dimostrazioni agonistiche di dedizione e passione sincera (tutte quelle doti che si fa fatica a riconoscere nella società).

Infine, una vittoria sportiva in questo 2019 c’è stata ed è quella, costruita con pazienza e sapienza, della candidatura di Milano e di Cortina alle Olimpiadi invernali 2026. Un’affermazione che è riassunta con efficacia nella foto che ritrae l’esultanza incontenibile dei protagonisti: c’era Giorgetti, esponente di punta del governo, il sindaco Sala, tra i principali oppositori gialloverdi, i governatori leghisti Fontana e Zaia e il navigato presidente del Coni Malagò.

Tutti insieme appassionatamente, uniti nelle differenze. Prova evidente che, nell’Italia scossa e polarizzata da continui derby politici, c’è voglia di ritrovare, almeno nello sport, i grandi momenti di unità e pacificazione nazionale.