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Matteo Renzi atto primo. Italia Viva c'è, ma non sarà una passeggiata.

Ho smesso di guardare House of Cards alla seconda stagione" aveva detto tempo fa Matteo Renzi ripudiando l'amata serie tv. Eppure, in questa frenetica estate politica appena conclusasi, l'ex segretario del PD ha messo a segno colpi di scena degni della sceneggiatura del thriller politico americano.

Ma quanto vale il partito di Renzi?

5,4% è quanto otterrebbe, secondo una rilevazione di SWG, se oggi si andasse al voto.

Una promettente base di partenza agli occhi dei suoi sostenitori, convinti che, grazie alla sua abilità di conquistarsi il centro della scena mediatica, l'ex sindaco fiorentino si accrediterà come il solo in grado di fronteggiare Matteo Salvini.

Una percentuale irrisoria per i suoi detrattori, che lo accusano di essersi "autodeclassato" da teorico della vocazione maggioritaria a capo di un partito parlamentare costretto a sperare in una legge proporzionale pur di non scomparire nelle urne.

Ma, interpretazioni a parte, da chi "pesca" i voti Italia Viva?

 

Senza troppe sorprese è il PD il principale serbatoio di voti per Italia Viva. La neonata formazione politica strappa a Zingaretti il 2,8% degli elettori, consensi rilevanti ma non eclatanti specialmente per un partito creato dal leader che ha guidato i Dem per quasi 5 anni.

Il movimento dell'ex premier conquista lo 0,7 % da Forza Italia, segno che lo sfondamento tra i moderati del centrodestra, da sempre leitmotiv del renzismo, non si è mai concretizzato realmente. 0,8% è invece il peso dei flussi europeisti in uscita dal partito di Emma Bonino.

Infine, è interessante notare come la fuoriuscita di Renzi, da sempre nemico numero uno del M5S, permetta al PD di rosicchiare voti ai grillini. Se la scissione indebolirà o rafforzerà il governo giallo-rosso è ancora da scoprire. Quello che è certo è che presto si aggiungerà un terzo ingombrante colore, non appena verrà svelato il simbolo di Italia Viva.