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Noi e il virus: non siamo già più quelli di prima

Di Roberto Arditti

Il ministro dell’interno Seehofer che respinge la mano tesa della cancelliera Merkel, il vicepresidente americano Pence che sostituisce il tradizionale handshake con un alternativo colpo di gomito, il premier israeliano Netanyahu che si congeda dalla stampa con il commiato indiano “namastè” e perfino Magufuli capo di governo della Tanzania che adotta un originale saluto con piedi per i suoi colloqui con gli esponenti dell’opposizione.

Il coronavirus sta stravolgendo i comportamenti di tutti, compresi i protocolli più rigidi.

 

Niente baci e distanza di sicurezza. Sono alcune delle misure raccomandate dal Comitato scientifico voluto da Giuseppe Conte.

Ma gli italiani stanno cambiando le proprie abitudini?

È una indagine di SWG a rivelarci come il timore del contagio sta trasformando il nostro Paese.

Così, quasi il 60% dei cittadini dichiara di avere già abbandonato ogni tipo di saluto affettuoso e circa la metà (46%) di tenersi lontano almeno un metro dalle altre persone.

La stragrande maggioranza poi evita di uscire di casa se ha sintomi influenzali (77%) e starnutisce e tossisce nei fazzoletti (83%).

Insomma, sembra che gli italiani stiano osservando con rigore e serietà le nuove regole suggerite dagli esperti.

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C’è però un paradosso.

Quelli meno preoccupati del virus sembrano proprio i più esposti, ossia gli over 65.

Se il 38% dei più anziani sceglie di rimanere a casa anche senza sintomi, il 43% invece dichiara di non essere disposto a restare tra le mura domestiche.

Segno che di fronte ad una misura così drastica, gli italiani direttamente interessati si dividono tra chi la reputa eccessiva e chi invece la ritiene indispensabile.

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A segnare un punto di svolta nelle abitudini degli italiani è senza dubbio la decisione del governo di chiudere i battenti di scuole e università. Un innalzamento del livello di allerta che spinge i cittadini a ridurre il più possibile le occasioni di socialità.

Oltre alla percentuale elevata di intervistati che rinuncia agli spostamenti in treno (41%) e in aereo (42%), questa settimana sembra entrare in scena un nuovo sentimento dominante: la paura dell’ordinario.

Così ben il 40% sostiene di frequentare meno il bar (+16% rispetto alla scorsa settimana). Il 38% dichiara di rinunciare a pranzi e cene al ristorante (+11%) e il 32% limita le proprie uscite da casa (+10%).

Comportamenti individuali che messi insieme ci restituiscono la fotografia di un Paese paralizzato dall’emergenza.

Le vite degli italiani appaiono sempre più rallentate e con loro frenano anche gli indicatori economici.

 

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