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Merkeliani o Trumpisti? La politica estera divide gli italiani

Di Roberto Arditti

Tutti la invocano, molti la criticano, alcuni ne denunciano la totale inconsistenza. La politica estera del nostro Paese è il vero pomo della discordia che divide sideralmente il fronte europeista da quello sovranista.

Ma tra l’approccio “merkeliano” cooperativo e machiavellico e quello “trumpista” muscolare e decisionista, gli italiani cosa preferiscono?

 

 

È una rilevazione di SWG a darci la risposta dimostrandoci, ancora una volta, come ci sia un fossato sempre più grande a separare la destra e la sinistra di oggi.

Così, la maggioranza relativa degli italiani (48%) sostiene che l’Italia dovrebbe agire il più possibile con voce propria difendendo in ogni caso i propri interessi. Una spinta individualista che conquista quasi la totalità degli elettori del centrodestra (80%), dimostrando che allo stato attuale c’è poco spazio per iniziative moderate alternative a quelle di Salvini e Meloni.

C’è poi una minoranza consistente dei cittadini (38%) che si schiera invece in senso diametralmente contrario sostenendo la necessità di “un concerto europeo” e rigettando l’idea del “meglio da soli”. Un’opinione condivisa dalla stragrande maggioranza degli elettori della sinistra (76%).

 

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Ma nel rebus sempre più intricato delle alleanze internazionale, quali sono i Paesi che gli italiani considerano amici?

Gli Stati Uniti vengono ancora percepiti come la potenza più vicina al nostro Paese (29%) ma perdono 10 punti percentuali da quando Donald Trump si è insediato alla Casa Bianca. Tuttavia, senza troppe sorprese, l’America first raggiunge il picco di gradimento tra i supporter del centrodestra nostrano.

Segue a lieve distanza la Spagna (26%) che si rivela la preferita degli elettori del centrosinistra italiano, complice la leadership socialista del Presidente del gobierno Pedro Sanchez.

Terza posizione per la Germania, inaspettatamente in lievissima crescita rispetto al 2016 (22%). Ma, cosa ancor più inattesa, la locomotiva d’Europa si scopre essere il Paese più gradito ai sostenitori pentastellati.

Da segnalare anche la crescita della Cina, più 4% rispetto al 2016 (la rilevazione però è precedente all'esplosione del coronavirus).

 

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Chi invece attira l’astio dei cittadini è la Francia, il Paese meno amato dagli italiani. Un’avversione che unisce soprattutto gli elettori del cdx e del M5S in nome della vecchia crociata gialloverde contro il macronismo.

Resta stabile invece l’Iran, segno che il braccio di ferro con gli Usa non ha modificato più di tanto la percezione degli italiani.

Interessante infine notare come l’Egitto sia il nemico numero uno per i supporter del centrosinistra, una dimostrazione di come il caso Regeni abbia scosso le coscienze dell’elettorato progressista.

Dunque, tra inaspettate simpatie e profonde antipatie lo scenario appare sempre più ingarbugliato. La politica estera di oggi è un gran caos ma è anche l'arena dove si gioca la vera partita tra la destra e la sinistra italiana che verranno.

 

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