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Ma quanto ci costa il virus?

Di Roberto Arditti

Si dice che un minimo battito d'ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall'altra parte del mondo.

In tanti hanno utilizzato la celebre metafora del “butterfly effect” per spiegare come la connettività sia il destino dell’umanità, ma mai come in questa situazione ne stiamo sperimentando le conseguenze nel nostro quotidiano.

Anche se le ali in questione sembrerebbero essere quelle di un pipistrello, la dinamica è pressoché la stessa: da un mercato locale nell’entroterra cinese fino a quello globale paralizzato dall'emergenza Coronavirus.

Una crisi che rischia di creare 25 milioni di nuovi disoccupati in tutto il mondo, un numero perfino più alto di quello della Grande Recessione del 2008 come ricorda l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO).

Stop ai licenziamenti per due mesi e ai mutui per chi è in difficoltà, concessione di bonus e congedi parentali. Sono alcune delle misure messe in campo dal nostro governo per fronteggiare queste drammatiche previsioni. Ma basteranno per rassicurare gli italiani?

A fornirci la risposta è il nuovo radar di SWG che ogni giorno monitora le molteplici percezioni sul COVID-19.

Scopriamo così che il decreto Cura Italia non sembra bastare a calmare le ansie collettive, il livello di apprensione per il proprio benessere economico resta elevatissimo.

Il 71% degli italiani infatti avverte il rischio di perdere il lavoro. Di questi, il 44% la considera una minaccia possibile e ben il 27% la giudica molto probabile.

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Gli italiani sembrano essere perfettamente consapevoli che quelli che li aspettano saranno mesi burrascosi.

La maggioranza dei cittadini (55%) percepisce una imminente difficoltà nel far fronte a tasse, mutui, affitti, bollette e altre spese ordinarie (34% la ritiene probabile, 21% addirittura molto probabile).

 

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La certezza dunque è quella di trovarsi con l’acqua alla gola nel giro di poche settimane.

E così, ben l’89% degli italiani è convinto che sarà costretto ad attingere ai propri risparmi pur di superare la tempesta finanziaria.

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Infine, come spesso accade, le percezioni negative si traducono in comportamenti reali.

La stragrande maggioranza degli italiani afferma di aver tagliato i propri consumi.

Se il 33% dei cittadini attribuisce “l’austerità domestica” alla paralisi di negozi, bar e ristoranti. Per il 54% si tratta invece di una scelta volontaria. Tra questi ultimi il 29% dice di aver ridotto gli acquisti non necessari e il 25% di aver eliminato drasticamente tutte le spese superflue.

Il pessimismo dunque regna sovrano, il coronavirus sta infettando la sicurezza economica degli italiani.

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